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Le rovine di Castelpagano rientrano nel comune di Apricena da un punto di vista territoriale, ma il sito, da un punto di vista storico, condivide molti aspetti con la cittadina di San Marco in Lamis e in particolare con il convento di Stignano.

Ubicato su di uno sperone del Gargano a 545 metri di altitudine, a Sud-Ovest del promontorio del Gargano nel comune di Apricena, il castello, di cui rimangono poche rovine, faceva parte di un borgo la cui origine è incerta. La posizione elevata, ottima all'epoca per controllare il territorio sottostante, gli permette una vista stupenda verso il Gargano e i monti del Molise da una parte e su tutto il Tavoliere dall'altra.

 


 

Il Gargano, noto anche come "Sperone d'Italia", è una subregione dell'Italia che coincide con l'omonimo promontorio montuoso che si estende nella parte settentrionale della Puglia e corrisponde alla parte orientale della Provincia di Foggia. È interamente circondato dal mare Adriatico, tranne ad ovest dove confina con il Tavoliere.

Insieme al Salento è un importante polo turistico della regione e tra i principali d'Italia. Nel suo territorio è compreso il Parco nazionale del Gargano. Ha ospitato, grazie alla varietà e unicità dei percorsi di gara (Foresta Umbra, centri storici e zone costiere) numerose gare internazionali di orienteering. Dal 1° al 4 novembre 2012 ha ospitato il raduno nazionale degli speleologi Spelaion 2012.

Nel 2001 una proposta di legge dell' On. Antonio Leone avanzò la richiesta di istituire una provincia del Gargano con capoluogo Manfredonia. La proposta, però, non fu portata avanti.

 


 

Apricena  è un comune italiano di 13.246 abitanti della provincia di Foggia in Puglia.

Fa parte del Parco Nazionale del Gargano ed è noto per la presenza di cave della cosiddetta pietra di Apricena.

Cena di Cinghiale|Motto della Città di Apricena tratto dall'epigrafe della lapide, risalente al XIII secolo, incastonata nella Torre dell'Orologio, che al primo rigo riporta la frase "Cena dat et aper nomen tibi Apricina", con riferimento alla leggenda che fa risalire la fondazione della città per volere di Federico II di Svevia: si narra infatti che l'imperatore Federico II ivi decise di far intavolare un ricco banchetto a base di carne di un enorme cinghiale da lui cacciato nei boschi circostanti e far erigere nello stesso luogo una sua residenza.

Nel centro abitato si conservano alcuni interessanti monumenti: il Palazzo baronale o Torriolo, la Torre dell'orologio, la Croce di piazza dei Mille, il Convento presso la Villa Comunale e la chiesa madre dei santi Martino e Lucia. Nell'agro apricenese, inoltre, ricadono le rovine di Castelpagano, Santa Maria di Selva della Rocca e quelle del monastero di San Giovanni in Piano.

Nella cava di Franco Dell'Erba, in località Pirro Nord, durante i lavori di estrazione della pietra, è stata rilevata un'abbondante presenza di fossili in un reticolo carsico di più di 100 specie diverse, risalenti al villafranchiano superiore, un periodo compreso tra 1,7 e 1,3 milioni di anni fa, datazione confermata dalle indagini magnetostratigrafiche, che hanno evidenziato una magnetizzazione negativa dei depositi fossiliferi di Pirro Nord.[5] Oltre ai vertebrati fossili, sono stati ritrovati molti manufatti litici.

 

Gli scavi di Pirro Nord hanno portato alla luce reperti considerati come la più antica testimonianza della presenza dell'uomo in Europa e convalidano l'ipotesi che gli ominidi siano giunti in Europa da Oriente e non dallo stretto di Gibilterra come era stato precedentemente ipotizzato.


 

 

 

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